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Un Piano Strategico per il basso-Toce: incontro a Verbania

piano strategico basso toceIniziano gli incontri della campagna del PD di Verbania “A Verbania facciamo il punto. Anzi 6” con un incontro sulla pianificazione strategica
Un Piano Strategico per il basso-Toce: una sfida possibile?
Relatori: 
Claudio ZANOTTI – membro segreteria PD Verbania
Roberto RIPAMONTI – architetto-urbanista
Mauro MANTELLI – ex assessore alla pianificazione strategica del Comune di Cuneo
Moderatore:
Davide Lo Duca – capogruppo PD Verbania
Intervengono:
Silvia Marchionini – sindaco di Verbania
Aldo Reschigna – vicepresidente Regione Piemonte
Enrico Borghi – deputato PD
Stefano Costa – presidente Provincia VCO
Riccardo Brezza – segretario PD Verbania
Antonella Trapani – segretario PD VCO
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IMU agricola: nel 2015 ripristino dell’esenzione

agricoltura in montagnaCon riferimento alla nota questione dell’Imu agricola nei terreni montani, a seguito dell’iniziativa assunta dal responsabile nazionale agricoltura del Partito Democratico on. Sabrina Capozzolo, si è tenuta stamattina a Montecitorio una riunione con il sottosegretario al ministero dell’economia e delle finanze, on. Pier Paolo Baretta, con l’on. Capozzolo e i capigruppo Pd in commissione agricoltura (on. Nicodemo Oliverio), ambiente (on. Enrico Borghi) e finanze (on. Marco Causi) al fine di rappresentare al governo l’esigenza di riscontrare alle iniziative parlamentari assunte in tal senso nei giorni scorsi dal Pd.
Al termine del confronto, i parlamentari democratici hanno preso atto positivamente dell’annunciata intenzione del governo di stabilire dall’anno 2015 in poi il ripristino dell’esenzione ai fini del pagamento dell’Imu dei terreni agricoli montani, avendo come base di riferimento l’elenco dei comuni della cosiddetta “montagna legale” elaborato dall’Istat ai sensi della legge 991/1952, e quindi ripristinando la situazione originaria di totale esenzione dal pagamento dei terreni agricoli montani, escludendo dal pagamento altresì gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani ai sensi della predetta normativa.
A tale proposito, i parlamentari democratici hanno espresso al governo l’opportunità di recepire gli stessi criteri ai fini della definizione del contenzioso in atto relativamente all’annualità 2014, esprimendo apprezzamento nei confronti dell’esecutivo che ha saputo tener conto delle numerose istanze in tal senso emerse nel corso di queste settimane dal mondo dell’associazionismo, dei comuni e dal Parlamento.
Ufficio stampa on. Enrico Borghi

Frontalieri: Borghi incontra capo negozazione Ceriani

frontalieri-frecciaNella giornata del 16 gennaio si è tenuto presso la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma un incontro tra il capo negoziatore Vieri Ceriani e una delegazione di parlamentari del Partito Democratico composta dagli onorevoli Chiara Braga, Daniele Marantelli ed Enrico Borghi.
Nel corso della riunione sotto state affrontate una serie di importanti questioni relativamente al negoziato fiscale tra Italia e Svizzera in fase di definizione in queste ore.
Per quanto attiene l’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, essa sarà oggetto nei prossimi giorni di un accordo politico tra i due paesi che rimanderà ad uno specifico e successivo atto da definirsi nei prossimi mesi, sganciato sotto il profilo operativo e giuridico dalla modifica della Convenzione per la doppia imposizione a seguito della legge sulla regolarizzazione spontanea dei capitali
detenuti all’estero (“volontary disclosure”).
I principi base di tale accordo politico -basato sul principio di reciprocità tra Italia e Svizzera, per cui le norme per i frontalieri italiani occupati in Svizzera varranno anche per gli Svizzeri che lavorano in Italia- risultano essere:
1. L’assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all’imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell’imposta prelevabile alla fonte da
parte dello Stato del luogo di lavoro.
2) Il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà ne’ inferiore ne’ superiore a quello attuale. L’allineamento con la legislazione domestica dovrà essere molto graduale. Sul piano svizzero la tassazione del moltiplicatore dovrà essere a livello medio cantonale, escludendo applicazioni di maggiorazioni in relazione
alla cittadinanza dei lavoratori.
3) Sulla base di tale regime, lo Stato italiano assicurerà ai Comuni di confine l’ammontare delle quote oggetto dell’attuale ristorno da parte elvetica delle tasse dei frontalieri, secondo modalità e forme che saranno oggetto della legge nazionale di ratifica dell’accordo fermo restando che tale gettito non sarà in alcun modo diminuito ne’ sarà modificato l’elenco dei Comuni beneficiari.
4) Italia e Svizzera negozieranno un’intesa di possibile accordo bilaterale relativo alla sicurezza sociale dei frontalieri (trattamenti pensionistici, indennità di disoccupazione, ecc) da applicarsi eventualmente anche in caso di modifiche delle normative di libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione Europea
5) La validità giuridica del nuovo accordo avverrà esclusivamente ad avvenuta ratifica da parte dei relativi Parlamenti. “Il governo italiano -osservano i parlamentari democratici- ha tenuto conto
dell’esigenza da noi espressa di evitare che la questione dei lavoratori frontalieri venisse compressa nella più ampia vicenda delle black list e al tempo stesso che i Comuni italiani di frontiera venissero penalizzati. Siamo ora in condizione di poter entrare nel merito senza elementi di possibile perturbazione, e Si apre
quindi una fase di lavoro di dettaglio specifica, per la quale ci rendiamo fin da ora garanti di un confronto ampio e aperto ai territori e tutte le parti sociali per giungere al miglior risultato possibile” .
Ufficio Stampa PD VCO

L’uscita di Sergio Cofferati dal Pd è una ferita che pone un tema più generale di democrazia nel Pd

Marco Travaglini
Marco Travaglini

L’uscita di Sergio Cofferati dal Pd è una ferita per chiunque abbia creduto con passione alla costruzione di una grande forza della sinistra.
Lo è in sé, per la storia e la biografia di Sergio. Lo è doppiamente per le ragioni che la motivano. È sbagliato e offensivo liquidare la decisione di Cofferati come una reazione stizzita all’esito delle primarie in Liguria. E farebbero bene i vertici del partito a tacitare reazioni improntate a questo tenore.
Sergio lascia il Pd denunciando pratiche e inquinamenti che hanno alterato non il risultato di alcuni seggi ma la natura di uno strumento di partecipazione e decisione come le primarie. Nelle sue parole  c’è la denuncia non solo di un malcostume, ma di una mutazione della identità del Pd.
Mi domando:Si può reagire a un fatto simile con una scrollata di spalle? E’ una domanda che interroga tutti, che pone un tema reale e delicato. In molti ci siamo posti, e non da ora,  con tutta la preoccupazione del caso  e anche con qualche amarezza, una domanda: si può fingere che nulla sia accaduto e voltare pagina magari con l’atteggiamento di chi pensa “tutto sommato, un problema di meno“?
Ovviamente penso, e pensiamo,  di no, che non si possa e non si debba fare. A livello nazionale è indispensabile aprire un confronto su quanto sta accadendo. E’ evidente che che ci si augura un ripensamento di Cofferati che, in tante e tanti, vedremmo come un atto di disponibilità da parte di una personalità preziosa per la sinistra italiana e il Partito Democratico.
In politica si può vincere o perdere, difendendo un’idea e un punto di vista. Ma in Liguria e altrove il tema è ben diverso e riguarda regole e contenuti, posizioni politiche e alleanze, contenuti ne credibilità.
Non basta la buona volontà dei singoli quando occorrono scelte politiche che tendano ad includere, a far vivere la democrazia in modo pieno, a rispettare le opinioni di chi la pensa diversamente e mette se stesso, la sua storia, la sua dignità al servizio di un’idea più grande dell’impegno politico, sociale e culturale. In molti hanno scelto la strada del disimpegno, non ritrovandosi più in questo Pd. In tanti abbiamo deciso di provare ancora a dare battaglia sulle idee stando dentro il partito per migliorarne, dal nostro punto di vista, le scelte e la strategia politica.
Mi auguro che si attuino i cambiamenti necessari, ad ogni livello, affinché questi sforzi non siano destinati ad infrangersi davanti ad un muro di sordità e indifferenza.

Marco Travaglini , componente assemblea provinciale PD

Assolto Aldo Reschigna ed i consiglieri PD: le dichiarazioni

Aldo Reschigna
Aldo Reschigna

“Assolti  i nove consiglieri regionali: la sentenza del gup Daniela Rispoli riconosce la buona fede di quei politici e per il giudice il fatto non costituisce reato, ovvero non c’è dolo nel loro comportamento. D’altra parte anche i pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi  condividevano questa linea e avevano chiesto l’assoluzione dei nove imputati, che avevano scelto il rito abbreviato.
In realtà già alla conclusione dell’inchiesta i pm avevano chiesto l’archiviazione delle loro posizioni ma il gip Roberto Ruscello l’aveva respinta e aveva disposto l’imputazione coatta. Ma per la procura restava evidente la differenza tra questo filone di Rimborsopoli e quello degli ex consiglieri, principalmente del centrodestra, tra cui l’ex governatore Roberto Cota, che sono stati rinviati a giudizio e saranno in aula il prossimo 26 gennaio.”: (Da Repubblica.it)

Il vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna (Pd), commenta cosi: “per me c’era qualcosa di molto piu’ importante in gioco che continuare a fare l’assessore, ossia riuscire a preservare l’immagine di persona che per 30 anni aveva svolto lavoro politico in modo onesto”.
E’ stata un’esperienza difficile, che ho tentato di vivere con serenita’. Ringrazio innanzitutto il presidente Chiamparino. Se fossi stato condannato mi sarei dimesso immediatamente“.

E’ una sentenza che, ovviamente, abbiamo atteso con ansia, pur continuando a riporre fiducia nella magistratura, e che accogliamo con grande soddisfazione. Per quanto ci riguarda la fiducia nel vicepresidente Aldo Reschigna non è mai mancata; a lui e alla sua famiglia và tutta la nostra sincera stima per il momento difficile vissuto con grande dignitàsotto i riflettori di molti che hanno giudicato preventivamente in maniera ingenerosa.
 Antonella Trapani,Segretario Provinciale PD VCOL’assoluzione di Aldo Reschigna è motivo di gioia per tutto il Circolo del Pd di Verbania. Ora più che mai sentiamo l’orgoglio di fare parte di un Partito che si prende la responsabilità di governare il Territorio con onestà e dedizione.

Reschigna ha vissuto tutto questo periodo di processo con dignità, sobrietà e assoluto rispetto della magistratura. Non sottraendosi a nulla, nemmeno ai processi “sommari” dei media e di alcuni avversari  politici.
Oggi una sentenza dice definitivamente quello che noi abbiamo sempre saputo: Aldo Reschigna è un uomo onesto e un’amministratore credibile e merita tutto il sostegno della sua comunità per continuare nel lavoro di vicepresidente che  porta avanti con grande responsabilità e competenza.
Davide Lo Duca
Capogruppo PD Verbania
Riccardo Brezza
Segretario PD Verbania

Abbiamo ampiamente dimostrato che non c’e’ stato dolo. La giunta Chiamparino puo’ andare avanti“. Il segretario piemontese del Pd e capogruppo in Consiglio regionale del Piemonte, Davide Gariglio, commenta cosi’ l’assoluzione degli imputati nel processo-bis per la ‘rimborsopoli’ piemontese.   “Sono contento e soddisfatto, sia per me che per gli altri imputati”, commenta a caldo Gariglio, ricordando che. in Piemonte abbiamo gia’ sottratto i gruppi consiliari dalla possibilita’ di disporre di denaro pubblico“.

Da questo momento in avanti abbiamo tutte la serenità necessaria per impegnarci ancora di più sull’importante lavoro di riordino e di rilancio della Regione“. Così il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino,. “Sono state assolte – sottolinea – persone che ho sempre ritenuto essere persone oneste, dichiarandolo anche pubblicamente”.

 

Comunicato coordinamento circoli del PD Premosello  e Vogogna

Vogogna
Vogogna

Nella serata di venerdì 9 gennaio, organizzata dal coordinamento dei Circoli del PD di Premosello Chiovenda e Vogogna, si è tenuta nella sala consigliare Don. G. Stoppini di Premosello Chiovenda l’assemblea pubblica degli iscritti e degli elettori del PD con la partecipazione ed il contributo, della segretaria provinciale del PD Antonella Trapani e del vicepresidente della giunta regionale Aldo Reschigna.
È stata immediatamente messa in evidenza, da parte dei due coordinatori, la necessità di riportare la Politica al centro dell’interesse della comunità offrendo l’opportunità alle persone di incontrarsi e di discutere degli accadimenti, vicini o lontani, di cui siamo testimoni quotidianamente e che a volte penetrano dentro ciascuno di noi in maniera anche emozionalmente drammatica inducendoci a pensarci fragili e inermi.
Stiamo vivendo, a causa della crisi socio-economica, anche in maniera a volte sconvolgente, una crisi politica ed amministrativa, dove la politica sembra “incapace di governare” i necessari ed inevitabili cambiamenti. Come non si può modificare il passato nessuno può fermare il futuro.
Essendo, la politica, l’attività attraverso la quale una comunità regola la propria vita democratica, il suo compito è quello di occuparsi di un progetto che abbia come obiettivo il bene di tutti utilizzando come strumenti anche il partito e le istituzioni.
Uno dei compiti della politica, per essere utile ad una comunità, è quello di costruire “ponti” che mettano in comunicazione le molteplici differenze in essa presenti. Solo così una comunità può irrobustirsi e meglio gestire le difficoltà.
Il VCO e la sua comunità hanno maggiori possibilità di uscire dalle crescenti difficoltà se la politica istituzionale ed amministrativa che governa il territorio abbandona quelle ragioni storiche “frenanti” determinte l’idea che non uno ma bensì tre siano gli “ombelichi del mondo” in un lembo di territorio poco più grande di un “granello di sabbia”.
Non di reticolati e di chiusure dentro i sempre più ristretti confini comunali ha bisogno questa comunità ma della capacità di dialogo e di ascolto, pur tra mille difficoltà, che apra una nuova stagione di consapevolezza collettiva di interdipendenza vale a dire che ciascuno è responsabile per sè e tutti siamo responsabili di tutti.
L’assemblea fa appello alla capacità di ascolto dei responsabili e dei decisori politico-amministrativi del territorio del VCO affinché si abbandoni la strada delle “chiusure” reciproche e del conservatorismo, al fine di trovare una comune risposta ai bisogni di questa comunità nella sua interezza.
L’assemblea considera che mettere al centro dell’attenzione dei decisori politico-amministrativi le strutture e non la qualità dei servizi di cui una comunità ha bisogno sia l’origine dei “mali” e, allo stato delle cose, fuorviante e miope, con il risultato altamente rischioso di far percorre al treno un binario morto.
L’assemblea si pone come stimolo a far percorrere una “strada nuova” e sollecita i Circoli a coordinarsi e collaborare per riprendere la funzione stimolante e necessaria di elaborazione politica ed aggregante nel “tessuto sociale” superando anacronistici e velleitari campanilismi.

Per il coordinamento dei circoli del PD di Premosello Chiovenda e Vogogna

Roberto Graffieti
Davide Cantamessa
Luca Pelletti