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Antonella Trapani: Distretto Turistico dei Laghi, basta con il manuale Cencelli!

Abbiamo letto oggi, sugli organi d’informazione locali, che in merito al rinnovo del consiglio del Consiglio d’amministrazione del Distretto Turistico dei Laghi ci sarebbe una distribuzione delle cariche da “manuale Cencelli alla mano”, in cui anche il Pd avrebbe fatto un nome di proprio gradimento.
La segreteria provinciale del Pd del VCO precisa che non ha indicato a nessuno e in nessuna sede un nome per questo rinnovo, anzi aggiunge che mai si è discusso in sede politica con altri partiti o autorevole esponenti degli stessi.
Tra l’altro, nemmeno tre settimane fa, con un comunicato stampa (scaricabile cliccando a questo link) avevamo affermato che era necessario  rivedere in maniera radicale  l’assetto istituzionale degli enti, rispondendo alla provocazione dell’assessore al turismo di Verbania, il  leghista nonché Senatore Enrico Montani,  che aveva dichiarato che “va rivisto il ruolo delle Aziende turistiche locali – come il nostro distretto –  che certamente non stanno svolgendo il lavoro che avevano pensato quando le hanno istituite”.
Ribadiamo quanto scritto tre settimane fa: la prima cosa da fare è stabilire chi fa che cosa evitando di avere più enti con medesime competenze. Di turismo se ne occupa il Distretto Turistico dei Laghi (società mista pubblico privata), la Provincia, le Comunità montane, i Comuni, le Unioni dei Comuni, il Gal “laghi e monti del VCO” (altra società mista pubblico privata).
A noi sembra – dichiara Antonella Trapani segretario provinciale del PD – che questo sia il tipico caso in cui il denaro pubblico è disperso in mille rivoli producendo meno del dovuto; con un paragone con la fisica possiamo tranquillamente affermare che l’efficienza della macchina è molto bassa. Ci aspettiamo che in questa assemblea si affrontino i veri nodi del problema e non la semplice rielezione di un nuovo consiglio d’amministrazione. Spetta a chi governa questo territorio, a partire dalla Provincia, mettere in campo questo strumento. Noi siamo pronti a parteciparvi per dare il nostro contributo“.
Queste precisazioni non hanno nulla a che vedere con la persona indicata sui giornali in quota Pd, sig. Oreste Pastore, del quale conosciamo competenze e capacità e al quale rivolgiamo stima per il lavoro svolto.
Ma se la sua riconferma viene attribuita ad una spartizione politica va da sé che la politica lo debba almeno sapere e crediamo, concordi con noi, nell’affermare che prima di ogni cosa le nomine vanno legate ad un programma, ad una proposta da realizzare durante il proprio mandato amministrativo sulla base del quale a fine mandato si possano tirare le somme.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo, è ora che la politica ragioni di temi, obiettivi, programmi e che trovi poi le persone più adatte per realizzarli.

Ufficio Stampa Pd VCO

Le bugie della destra ad Omegna: il bisogno di voltar pagina!

La Giunta Quaretta ( PDL-LEGA NORD) è al capolinea dopo anni in cui si è distinta  per non aver fatto nulla di buono, limitandosi alla gestione quotidiana di piccole cose, senza un’idea compiuta di città. Unica cosa certa è che lascerà una pesante eredità alla nuova amministrazione che uscirà dalle urne con il voto del 6 e 7 maggio prossimi.
Per questo oggi non è consentito loro di autoassolversi, falsando la realtà, negando il fallimento che ha contraddistinto la loro amministrazione. Hanno avuto l’occasione di occuparsi della cosa pubblica a Omegna e hanno dimostrato di non essere all’altezza del compito. Alle elezioni andranno divisi e litigiosi. Eppure , in questi cinque anni, si sono tenuti a braccetto gli uni con gli altri , nella stessa coalizione.
Omegna, in questi anni, ha perso ruolo e funzioni per responsabilità di un’amministrazione distratta e dedita solo alla propaganda, chiusa ed arroccata a difesa dei propri brandelli di potere.
Lo testimoniano alcuni fatti concreti:
•    l’immagine sempre più sbiadita della città, la crisi del centro storico, del turismo e del commercio, l’inadeguatezza di politiche di sostegno ad imprese e famiglie, colpite dalla pesante crisi economica in corso;
•    i tagli ai servizi sociali a danno dei più deboli, l’aumento di tasse e tariffe nonostante il peggioramento della quantità e qualità dei servizi, la mancanza assoluta di nuovi investimenti ed i ritardi nella gestione dei lavori progettati o lasciati in corso d’opera dalle precedenti amministrazioni;
•    il fallimento delle politiche culturali, con la crisi della Ludoteca, della città di Rodari e del Premio Omegna. La perdita del ruolo di comune capofila nell’ambito del Cusio, sia per avviare nuove iniziative sul turismo, sia per battersi sempre e con coerenza per la difesa della sanità del territorio, dai servizi sanitari a quelli socioassistenziali;
•    il deficit della SPL di oltre 500 mila euro va imputato alla gestione presieduta da Massimo Nobili sulla quale l’amministrazione comunale non ha saputo (o voluto) esercitare nessun controllo;
•     Il deficit sui derivati finanziari l’ineffabile Bisoglio lo attribuisce alla sinistra ben sapendo che è responsabilità sua e del sindaco Quaretta se questa partita non è stata gestita correttamente. Dovevano far funzionare gli uffici e contestare al sistema bancario la cattiva gestione del denaro pubblico e non ne sono stati capaci. Altri comuni l’hanno fatto e hanno ottenuto ragione in giudizio.
E’ la rappresentazione, sintetica e veritiera del pessimo risultato che è stato conseguito, principalmente, dal PDL e della LEGA NORD.
Gli stessi  che oggi parlano con un linguaggio tale da apparire dei fuoriusciti rientrati da poco in città dopo essere stati anni e anni all’estero, tentando di farsi passare per anime innocenti quando di innocente non hanno nemmeno l’ombra.
Ma ci facciano il piacere!!
Per questo le prossime elezioni saranno decisive: Omegna potrà rimanere ferma ancora a lungo ad ascoltare le loro chiacchiere da bar, rischiando grosso,  oppure ritrovare la sua ragion d’ essere, l’ anima, la sua identità per dare nuove speranze di sviluppo e benessere a coloro che vivono e amano questa comunità.
Come democratici e come coalizione di centrosinistra abbiamo scelto Adelaide Mellano come candidata sindaco per guidare le forze di progresso in quest’impresa.
Noi tutti abbiamo consapevolezza che Omegna è bella, ha una storia, una tradizione, un forte senso civico, ma bisogna che sviluppi un’idea nuova, una prospettiva diversa, un progetto concreto affinché tutti i cittadini possano immaginarla e viverla nel futuro.
Il programma con cui ci presentiamo alle elezioni rappresenta uno degli elementi qualificanti di una politica rinnovata.
E’ stato costruito con un confronto largo e decine di incontri, dibattiti, iniziative in città. Non è un libro dei sogni ma un insieme di progetti realizzabili che hanno un anima, una cornice, uno scenario preciso: rinnovare e far rivivere Omegna, farla tornare una città rispettabile e rispettata.
Non abbiamo voluto affastellare promesse irrealizzabili perché con le promesse e con le bugie si può anche ingannare e vincere ma si condannerebbe Omegna al declino.
Meglio la responsabilità e l’impegno su fatti reali, ipotesi concrete, impegni verificabili in tempi di ristrettezze e di crisi.

PD Circolo di Omegna

PD VCO
Ufficio Stampa

Gioco d’azzardo e immigrazione: il Pd ha presentato due Ordini del giorni in Provincia

A gioco d’azzardo e cittadinanza dei minori figli di immigrati nati in Italia sono dedicati due ordini del giorno presentati dal gruppo  Pd in Consiglio Provinciale, con il consigliere Diego Brignoli alla presenza del segretario provinciale Antonella Trapani. Puoi vedere qui il video della conferenza stampa.
Il primo impegna il governo Nobili ad emanare un atto di indirizzo a sostegno dell’ordinanza del Comune di Verbania che limita il tempo di gioco (atto però annullato dal TAR Piemonte con successiva richiesta di risarcimento da parte della società interessata), a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo anche in collaborazione con soggetti che già operano sul territorio come l’Asl e ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di gioco problematico.
<Secondo Lottomatica in Italia la spesa annuale pro-capite è di 1.260 euro; non ha senso arrivare al proibizionismo ma occorre riportare il gioco d’azzardo alla dimensione ludica> ha commentato il primo firmatario Diego Brignoli nel corso di una conferenza stampa.
Il secondo ordine del giorno è volto a sollecitare una soluzione rispetto al ‘limbo’dei giovani figli di immigrati che vivono in Italia in attesa di cittadinanza. Attualmente se i padri la ottengono (dopo 10 anni di residenza legale), si trasmette anche ai figli; altrimenti i minori stranieri nati nel nostro Paese possono richiederla a 18 anni dimostrando di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano.<Riteniamo opportuni una presa di posizione della Provincia, da trasmettere poi alle autorità competenti, e un gesto simbolico come la concessione della cittadinanza onoraria. Noi siamo per una società multietnica – ha concluso la segretaria Trapani– e questi problemi vanno affrontati>.
Dal sito di TeleVco

Di seguito riportiamo i due ODG

ORDINE DEL GIORNO
Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani nel corso del dibattito sulla fiducia al Governo Monti ha risollevato il tema della cittadinanza ai figli di immigrati  “abbiamo centinaia di migliaia di figli di immigrati che pagano le tasse, vanno a scuola e parlano italiano e che non sono né immigrati né italiani, non sanno chi sono. È una vergogna”
A distanza di pochi giorni il Capo dello Stato è tornato con decisione sull’argomento.“Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione” ha detto Giorgio Napolitano durante un incontro al Quirinale con la Federazione delle chiese evangeliche.
Attualmente la legge italiana (legge 91 del 1992) non prevede lo Jus soli, il diritto di cittadinanza acquisito per il semplice fatto di essere nati in Italia. La condizione giuridica dei bambini di origine straniera nati in Italia è da un lato strettamente legato alla condizione dei genitori: se i padri ottengono la cittadinanza – dopo 10 anni di residenza legale – questa si trasmette anche ai figli sulla base dello Jus sanguinis. Dall’altro, la legge prevede che i minori di origine straniera nati in Italia possano fare richiesta di cittadinanza al compimento del 18° anno di età (ed entro il compimento del 19°) a condizione che siano in grado di dimostrare di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano.
In questo quadro normativo, la condizione di questi bambini è esposta a una serie di fragilità di natura burocratica e di fatto che rendono spesso difficile l’acquisizione dei requisiti previsti dalla legge. Basta, ad esempio, che un minore sia rientrato per qualche mese nel Paese dei genitori per interrompere il decorso dei termini; anche essere stati iscritti in ritardo all’anagrafe, magari per la temporanea condizione di irregolarità del genitore, fa slittare l’inizio del termine dal quale far decorrere i 18 anni minimi per poter fare domanda.
Il risultato pratico delle scelte legislative italiane in fatto di cittadinanza è che centinaia di migliaia di bambini di origine straniera vivono in una sorta di limbo del diritto, essendo italiani di fatto (per essere nati, cresciuti ed aver fatto le scuole in Italia), ma restando esclusi da tutta una serie di diritti per i quali è prevista espressamente la cittadinanza italiana.
Dopo l’intervento di Napolitano, il senatore del Pd Ignazio Marino, ha depositato un disegno legge firmato da 113 senatori che modifica la legge del 1992 e assegna la cittadinanza ad ogni nato in Italia indipendentemente da quella dei genitori
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ritiene che il diritto di cittadinanza non possa essere concesso a chiunque: niente cittadinanza automatica a ogni bambino straniero che i genitori abbiano deciso di far nascere in Italia. Sì, invece, a una cittadinanza che “derivi da un insieme di fattori. Se un bambino è nato in Italia, i genitori sono stabilmente in Italia e magari ha già fatto parte degli studi qua ed è inserito, allora credo sia giusto”.
In altre parole lo Jus culturae, come aveva proposto il ministro per l’Integrazione Andrea Riccardi, che aveva sottolineato: “Deve prevalere non lo jus soli o lo jus sanguinis ma lo jus culturae, perché questi giovani sono cresciuti immersi nella cultura italiana”.
Ha suscitato particolare interesse la sortita del presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, che, in attesa della riforma legislativa, ha deciso di concedere la cittadinanza onoraria a oltre 4mila bambini, figli di immigrati che lavorano nel nostro Paese. La mossa del presidente Ricci è solo uno spot, non ha alcun valore giuridico, ma apre la strada a una riforma la cui esigenza è  fortemente sentita da più parti, si pensi ad esempio al Presidente della Camera Gianfranco Fini che sottoscrive la provocazione affinché i giovani non trascorrano “gli anni decisivi della loro formazione umana e civile nella condizione dello straniero”.
Il progetto del Presidente della Provincia di Pesaro Urbino è stato particolarmente apprezzato dal Quirinale. Tanto che la consulente per i problemi della coesione sociale, Giovanna Zincone, ha auspicato che l’esempio della Provincia di Pesaro Urbino “possa essere seguito anche da altre realtà territoriali” e che la cittadinanza onoraria possa essere “la premessa all’effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana a quanti nascono nel nostro Paese da genitori stranieri stabilmente residenti”.
Appare dunque sempre più urgente che il Parlamento legiferi in merito ad una questione che rappresenta un’esigenza di civiltà, che non diventi un tema di divisione e scontro politico, ma invece un elemento unificante. Su questa linea, rispondendo alle sollecitazioni che arrivano in primo luogo dal Quirinale, si ritiene opportuna una presa di posizione anche della nostra Provincia che
si impegna
–    a verificare il numero dei minorenni figli di immigrati stranieri presenti sul territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola
–    a promuovere un gesto simbolico ma sicuramente pieno di significato quale la concessione della cittadinanza onoraria
–    a trasmettere alle autorità competenti la decisione della Provincia del Verbano Cusio Ossola al fine di sollecitare il Parlamento a legiferare in merito
ORDINE DEL GIORNO
È opinione comune e condivisa che il gioco più o meno d’azzardo, il vasto mondo fatto di gratta e vinci, lotterie, lotto, slot machine, scommesse sportive, poker on line…. necessiti di regolamentazioni e azioni di contenimento di un fenomeno che sta assumendo livelli sempre più preoccupanti. Un fatturato di oltre 76 miliardi di euro (e ci riferiamo al solo gioco legale), Lottomatica che nel 2011 aumenta i ricavi del 28,5%, una spesa pro-capite di 1.260 euro, 800 mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio; 140 mila punti vendita, 100 mila occupati, 5.800 imprese, una federazione per le imprese del settore costituita all’interno di Confindustria, oltre 9 miliardi di incassi per lo Stato. Cifre che portano il nostro Paese ad occupare il primo posto in Europa (e terzo nel mondo) tra i paesi che giocano di più. Un fenomeno  ancor più stridente con la realtà di un italiano su quattro a rischio povertà e il 16% delle famiglie con serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese (indagine ISTAT).
Non sono mancate azioni, interventi e prese di posizione:
–    Il disegno di legge promosso dal Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo, già votato in modo compatto e trasversale dall’assemblea di Palazzo Lascaris, per vietare slot machine e video poker nei locali pubblici.
–    L’unanime approvazione nella nostra Assemblea dell’ordine del giorno proposto dal collega Francesco Pesce a sostegno del disegno di legge  regionale
–    L’ordinanza del 2005 del Comune di Verbania con cui si “restringeva” il tempo di gioco imponendo delle fasce orarie. Ordinanza  che il Tar del Piemonte, riprendendo una sentenza della Corte costituzionale che attribuisce allo Stato e non al Comune il compito di regolamentare questa materia, ha annullato aprendo la strada a una richiesta di risarcimento da parte di Euromatic, l’azienda che gestisce le macchine da gioco che ha stimato le perdite subite per l’intervento del Comune in qualcosa come 1 milione e 350 mila euro. Una cifra che si commenta da sola e che da sola evidenzia le dimensioni del business.
L’enorme affare rappresentato dall’industria del gioco giustifica gli enormi investimenti che si possono permettere di sostenere le aziende del settore  dedicati alle pubbliche relazioni e alla pubblicità che alimentano la febbre da gioco: intere pagine sui giornali, spot radio televisivi accattivanti con sportivi e attori famosi nel ruolo di rassicuranti protagonisti, incalzanti banner che appaiono sui nostri computer non appena li accendiamo, messaggi che inevitabilmente terminano con l’ipocrisia dell’invito a giocare il giusto, giocare responsabile, oppure con la sottolineatura delle finalità filantropiche (ricostruzione delle zone terremotate o restauro di beni architettonici).
Lo spaventoso intreccio tra affari, interessi, abili seduzioni, desideri di riscatto, sottocultura, disperazione… rende estremamente difficile qualsiasi approccio e giustifica un certo scetticismo circa l’effettiva possibilità di intervento. Proprio per questo, come già si diceva nel corso della discussione a proposito del ricordato ordine del giorno, occorre un forte e adeguato impegno da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni, intervenendo sui diversi versanti della questione:
–    normativo (autorizzazioni, controlli e sanzioni)
–    educativo e informativo
–    di prevenzione e cura delle patologie di dipendenza da gioco
–    culturale e formativo
Fare ricorso a sistemi proibizionistici sarebbe inopportuno, inutile e probabilmente controproducente, altrettanto sbagliato colpevolizzare gli operatori del settore. Occorre invece intervenire sul fronte delle  assunzioni di responsabilità tanto delle istituzioni quanto dei gestori delle attività.
Va inoltre ricordato, come dice Giuseppe Roma presidente del Censis-servizi, che “I giochi fanno parte integrante delle attività del tempo libero. Pertanto il gioco va  sempre riportato alla sua dimensione  di intrattenimento, di emozione, di sfida, di ingegno e di accortezza. Mentre va depotenziata  ogni motivazione di riscatto sociale e di rischio calcolato per facili guadagni.”
Alcune fondamentali proposte di intervento sono state presentate a Governo e Parlamento  fin dal dicembre del 2010 dalle associazioni ALEA (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio)  e CONAGGA  (coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) e sostenute da LIBERA:
1.    definire una legge quadro sul gioco d’azzardo che ridefinisca le procedure autorizzative
2.    limitare messaggi pubblicitari e di marketing garantendo un’informazione reale e corretta
3.    destinare il 5% degli introiti da gioco e il 5% dei premi non riscossi ad attività di ricerca, cura e prevenzione sul tema del gioco
4.    promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi del gioco attraverso campagne di informazione
5.    promuovere iniziative di formazione per gli esercenti
6.    recepire l’indicazione dell’OMS che individua nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa che  può rappresentare un’autentica malattia sociale
7.    consentire ai giocatori d’azzardo patologici e ai loro familiari il diritto alla cura
8.    emanare un atto di indirizzo che sostenga le iniziative a livello regionale  per la messa in atto misure di prevenzione, cura e riabilitazione delle patologia da gioco
9.    avviare studi e ricerche da carattere epidemiologico per monitorare la diffusione delle forme di gioco problematiche e patologico
10.    realizzare iniziative sperimentali di prevenzione e di  trattamento e cura per chi risulta già dipendente
Alcune di queste proposte travalicano come ovvio le competenze del Consiglio Provinciale  che
si impegna
–    ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di  gioco problematico e patologico nel nostro territorio
–    a emanare un atto di indirizzo che sostenga la citata ordinanza  del Comune di Verbania, ne promuova la diffusione sull’intero territorio provinciale tramite l’assunzione di analoghi provvedimenti da parte di altre Amministrazioni Comunali e affianchi l’Amministrazione di Verbania nell’azione di opposizione alla sentenza del TAR del Piemonte anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n° 300 del 10 novembre 2011
–    a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo attraverso la collaborazione con  Enti e Associazioni attivi sul territorio provinciale

Continuano le assemblee aperte dei circoli PD in tutto il VCO

Continua la campagna di riunioni dei circoli PD aperte ad iscritti, votanti delle primarie, elettori e simpatizzanti che saranno organizzate tra febbraio e marzo in tutto il Verbano Cusio Ossola.
All’ordine del giorno la situazione politica nazionale e locale, le prossime iniziative da mettere in campo e il lancio del tesseramento 2012. Parteciperanno ad ogni assemblea il segretario provinciale Antonella Trapani, il capogruppo PD in consiglio regionale Aldo Reschigna e gli amministratori locali.

Ecco l’elenco delle prime riunioni convocate:


– giovedì 22 marzo,
circolo Pieve Vergonte presso sala consigliare del Municipio, ore 20.45
venerdì 23 marzo, circolo Varzo/Trasquera, presso la Torre mediovale a Varzo, ore 20.45
– lunedì 26 marzo, circolo di Vogogna/Premosello Chiovenda presso la sala parrocchiale a Vogogna, p.zza chiesa, ore 20.45
sabato 31 marzo, circolo Valle Vigezzo (luogo e orario da definire)

Già svolte
-lunedì 30 gennaio, circolo di Baveno presso Sala consigliare Baveno, ore 20,45
-mercoledì 8 febbraio, circolo di Casale Corte Cerro, presso  Salone circolo arci Ramate, ore 20.45
-giovedì 9 febbraio, circolo Ghiffa-Oggebbio, presso Circolo Susello a Ghiffa, ore 20.45
-lunedì 13 febbraio, circolo Piedimulera/Valle Anzasca, Centro Com C/o Croce Rossa Piedimulera ore 20.45
-venerdì 17 febbraio, circolo Pd di Villadossola, Sala ex Cinema, ore 20.45
-lunedì 20 febbraio, circolo di Stresa/Belgirate, sede Pd via rosmini Stresa, ore 20.45
-giovedì 23 febbraio, circolo di Gravellona Toce, Salone Casa del Popolo in via Roma, ore 20.45
– mercoledì 29 febbraio, circolo di Omegna presso sala Santa Marta in via Cavallotti ore 20.45
– giovedì 1 marzo, circolo di Verbania, Cossogno e collina, Salone Villa Olimpia ore 20.45
– martedì 6 marzo, circolo Crevoladossola/Valle Formazza,  sala consigliere Crevoladossola ore 20.45
– venerdì 9 marzo, circolo di Domodossola/Trontano, sede Pd  via Dissegna a Domodossola ore 20.45
– giovedì 15 marzo, circolo di Mergozzo/Ornavasso (luogo da definire)

L’Italia sta vivendo uno dei momenti più difficili e complicati dal dopoguerra. Il rischio di un fallimento dell’Italia e dell’euro segnerebbe la fine di un’era, la più importante della storia europea durante la quale il Vecchio Continente ha vissuto in pace e ha conosciuto un progressivo sviluppo economico che ha consentito l’affermazione del modello sociale invidiato dal resto del mondo.
Dopo quattro anni di crisi con il Governo Berlusconi impegnato a negare l’evidenza, dallo scorso novembre, grazie al forte impegno parlamentare del Pd, l’Italia ha un nuovo esecutivo che sta tentando di toglierci dal pantano in cui siamo stati condotti.
“Stiamo con Monti senza se, senza ma e senza tacere le nostre idee”, ha detto Bersani all’assemblea nazionale del PD di pochi giorni fa.
La manovra “Salva Italia” è indiscutibilmente un atto molto importante, difficile da digerire, ma assolutamente necessaria per evitare il fallimento del paese. La situazione è ancora molto grave e l’operato di questo Governo ancora molto impervio, a partire dal positivo pacchetto di liberalizzazioni e semplificazioni approvato pochi giorni fa, e dal pacchetto lavoro in fase di preparazione.
A cascata tutte le amministrazioni pubbliche stanno vivendo un momento difficile che si ripercuote sulla vita di tutti i cittadini sia attraverso nuove imposte, sia attraverso la diminuzione dei servizi.
Tuttavia, ci sono situazioni come quella della Regione Piemonte che stanno diventando imbarazzanti in quanto incapaci di affrontare la burrasca con provvedimenti chiari, repentini ed equi. Ogni giorno si susseguono voci, provvedimenti, delibere che quasi automaticamente sono smentite, ritirati o cambiate il giorno seguente.  Un pressapochismo che rischia di aggravare una crisi già di per sé cruda.
Saranno questi i contenuti in disussione alle riunioni.

Presentata la lista del Pd per le elezioni comunali ad Omegna

Presentata con una conferenza stampa nei giorni scorsi la lista del PD per le prossime elezioni comunali del 6/7 maggio 2012 di Omegna a sostegno della candidatura a sindaco di Maria Adelaide Mellano.
La lista è composta da 16 candidati (7 donne e 9 uomini). Vi sono rappresentate le categorie economiche e sociali della città, l’associazionismo culturale e sportivo, la realtà dei quartieri.  Accanto a consolidate esperienze amministrative si è operato un deciso rinnovamento. L’età media dei candidati è di  47 anni  ( 49 per le donne, 45 per gli  uomini). La lista è composta da:
Alessandro Buzio, 28 anni, studente, segretario provinciale giovani democratici del VCO
Claudia Cappelli, 46 anni, operaia Alessi
Alessandro Colucci, 24 anni, agente di polizia locale, dirigente dei giovani democratici
Concetta Castanò, 53 anni, ostetrica al distretto di Omegna ASL VCO
Gianni Desanti, 62 anni, insegnante in pensione, già assessore comunale e provinciale
Enza D’Incal, 57 anni Operatrice socio Sanitaria del CISS Cusio
Arrigo Iori, 46 anni, operaio, del consiglio di fabbrica Alessi
Barbara Ferraris, 42 anni, commerciante, attivista di Emergency Lago d’Orta
Rosario Oliveri, 67 anni, impresario artigiano edile, consigliere uscente
Claudia Fortis, 62 anni, pensionata, CdA COUB rifiuti VCO, già assessore a Omegna
Francesco Pesce, 48 anni, consulente aziendale, consigliere provinciale Pd, già assessore
Alessandra Gebbia, 29 anni, operatrice Casa Resistenza, responsabile ambiente segreteria  regionale dei giovani democratici piemontesi
Giancarlo Ricca, 61 anni, pensionato, già responsabile ufficio commercio e polizia amministrativa comune di Omegna e sindaco di Cesara  Rosarita Varallo 55 anni, Funzionario Asl VCO, della segreteria provinciale Pd, consigliere uscente
Marco Tagliaferri, 36 anni, Chiropratico, presidente del Comitato di Quartiere di Bagnella
Domenico Vono, 35 anni, commerciante, già capitano dell’Omegna calcio

Zagrebelsky ricorda Scalfaro a un mese dalla scomparsa, serata a Novara

Un ricordo di Oscar Luigi Scalfaro, novarese, presidente emerito della Repubblica Italiana, a un mese dalla sua scomparsa.
E’ quanto promuove il Partito democratico della provincia di Novara, con l’evento “Zagrebelsky ricorda Oscar Luigi Scalfaro”; in programma lunedì 5 marzo, dalle 21, alla Sala Borsa.
“Scalfaro – spiega Elena Ferrara, segretaria provinciale del Pd – ha rivestito il ruolo di Capo dello Stato in un momento estremamente critico della nostra storia repubblicana. “Un moderato di cui fidarsi” titolò un corsivo del quotidiano comunista L’Unità il giorno successivo alla sua elezione. Mai parole si rivelarono tanto esatte. Nei suo settennato Scalfaro tenne ben saldo il timone a difesa della Carta costituzionale e a presidio delle istituzioni repubblicane. Lunedì lo ricorda, a un mese dalla scomparsa, Gustavo Zagrebelsky, professore emerito di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, già Presidente emerito della Corte Costituzionale. In uno degli innumerevoli discorsi che Scalfaro negli ultimi anni tenne al cospetto di giovani affermò “Quante volte, nella realtà, si vede la giustizia perdere le cause e l’ingiustizia, il sopruso, la manovra sporca, l’astuzia, i soldi vincere. Però sono tutte tappe. I valori, i principi arrivano sempre a destinazione”.